La classificazione delle Zone ATEX (Zone 0, 1, 2, 20, 21, 22)
SMI Zanocco

La classificazione delle Zone ATEX (Zone 0, 1, 2, 20, 21, 22)

Una scintilla, polvere invisibile. Le Zone ATEX (0,1,2,20,21,22) non sono codici: sono la mappa tra sicurezza e catastrofe. Conosci la tua zona.

Condividere:

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp

La sicurezza nei luoghi di lavoro con atmosfere potenzialmente esplosive è un tema cruciale. La corretta classificazione delle Zone ATEX rappresenta il primo passo per tutelare lavoratori, impianti e continuità produttiva.

Le Zone ATEX sono aree in cui può formarsi un’atmosfera esplosiva, ossia una miscela di aria e sostanze infiammabili (gas, vapori, nebbie o polveri) che, in presenza di una sorgente di innesco, può provocare un’esplosione. Il rischio dipende dalla probabilità di formazione e dalla durata dell’atmosfera esplosiva.

Il quadro normativo di riferimento è definito da:

Direttiva 2014/34/UE (ATEX 114): requisiti per apparecchiature e sistemi di protezione.

Direttiva 99/92/CE (ATEX 137), recepita dal D.Lgs. 81/08 – Titolo XI: tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

Il datore di lavoro è obbligato a effettuare la Valutazione del Rischio Esplosione (VRE), classificare le aree, adottare misure tecniche e organizzative e redigere il Documento di Protezione contro le Esplosioni (DPCE).

Le Zone ATEX si distinguono in base al tipo di sostanza:

Gas/vapori/nebbie:

Zona 0: presenza continua o frequente

Zona 1: presenza occasionale

Zona 2: presenza rara e solo in caso di guasto

Polveri combustibili:

Zona 20, 21, 22, con criteri analoghi

Le polveri presentano rischi aggiuntivi legati alla stratificazione, mentre i gas possono diffondersi rapidamente: per questo l’analisi deve essere specifica.

La classificazione avviene tramite:

analisi delle sorgenti di emissione,

valutazione della ventilazione,

applicazione delle norme EN 60079-10-1 (gas) ed EN 60079-10-2 (polveri).

Le apparecchiature devono essere idonee alla zona classificata (Categorie 1, 2 o 3 – G/D). Non esiste autocertificazione delle Zone ATEX da parte del datore di lavoro: la responsabilità resta sempre sua.

Una classificazione corretta, aggiornata e supportata da professionisti qualificati è essenziale per prevenire esplosioni, evitare errori e garantire la conformità normativa.

Informazioni di contatto

Contattaci

Aspetta!

Stai per perderti l’evento
più innovativo del settore.

Bastano pochi clic:
SOLIDS Parma 2026 ti aspetta.
Non perdere l’occasione!

Il tuo

biglietto

gratuito

del valore di € 30,-